Bonus Ristrutturazione 2019

Bonus Ristrutturazione 2019
luglio 28, 2017 c4web
bonus ristrutturazione 2019

Bonus Ristrutturazione 2019.

Se devi ristrutturare il tuo immobile il Bonus Ristrutturazione 2019 è una grande opportunità per te.

Infatti, anche per il 2019, è stata recentemente approvata la nuova Legge di Bilancio – passata senza tuttavia apportare modifiche sostanziali a quanto fin ora previsto con il bonus ristrutturazioni del 2018 – grazie alla quale potrai far rientrare, negli anni, buona parte delle spese sostenute per i lavori.

Cos’è il bonus ristrutturazione?

Il Bonus Ristrutturazione 2019 è un bonus che permette al contribuente di portare in detrazione (Irpef – Imposta sul reddito delle persone fisiche) le spese sostenute per i lavori relativi agli interventi di ristrutturazione edilizia iniziati a partire dal 1º gennaio 2018.

Si potrà così beneficiare di una detrazione fiscale del 50%, fino ad un massimo di spesa pari a 96 mila euro, ripartita in dieci quote annuali di pari importo (nell’anno in cui è sostenuta la spesa e in quelli successivi).

Per capire se rientri tra i soggetti che possono beneficiare delle agevolazioni previste dal Bonus Ristrutturazione 2019 ti raccomandiamo di consultare la GUIDA dell’Agenzia delle Entrate oppure di CONTATTARCI per maggiori chiarimenti.

Quali sono gli interventi che danno il diritto al bonus ristrutturazione 2019?

I lavori sulle unità immobiliari residenziali e sugli edifici residenziali per i quali spetta l’agevolazione fiscale sono davvero molti. Brevemente vi riportiamo una sintesi degli interventi ammessi:

  • manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia, effettuati su tutte le parti comuni degli edifici residenziali;
  • manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze;
  • realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali, anche a proprietà comune;
  • eliminazione delle barriere architettoniche, aventi a oggetto ascensori e montacarichi (per esempio, la realizzazione di un elevatore esterno all’abitazione), oltre alla realizzazione di ogni strumento idoneo a favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone portatrici di handicap gravi;
  • adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi (es. inferriate, portoni blindati, casseforti a muro, etc);
  • contenimento e riduzione dell’inquinamento acustico;
  • risparmio energetico;
  • antisismica;
  • messa a norma di impianti elettrici o a metano.

NB: Ai fini della detrazione, per chi non ne fosse a conoscenza, è possibile prevedere anche gli oneri tecnici come le spese di progettazione, consulenza e perizie, le spese per l’acquisto dei materiali, gli oneri di urbanizzazione.

Cosa deve fare chi ristruttura per fruire della detrazione del Bonus Ristrutturazione 2019?

È sufficiente indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile e, se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo.

La regola è tuttavia semplice: conservare tutto. In questi casi, dove sia la burocrazia che i documenti da presentare sono molti, essere scrupolosi, precisi ed ordinati, andrà a tuo vantaggio.

Ecco in sintesi cosa occorre:

  • Domanda di accatastamento (se l’immobile non è ancora stato censito catastalmente);
  • Imposta IMU (se dovuta);
  • Rilascio titolo abilitativo all’esecuzione dei lavori (CIL, CILA, SCIA, Permesso a Costruire), pareri o permessi connessi all’approvazione dell’intervento;
  • Fatture e ricevute comprovanti le spese sostenute (intestate alle persone che fruiscono della detrazione);
  • Ricevute dei bonifici di pagamento;
  • Inviare all’Enea, per via telematica, alcune informazioni sugli interventi effettuati così da permettere all’ente di monitorare e valutare il risparmio energetico conseguito in seguito alla realizzazione degli interventi di ristrutturazione;
  • Eventuale notifica preliminare all’Asl (la comunicazione non deve essere effettuata nei casi in cui i decreti legislativi relativi alle condizioni di sicurezza nei cantieri non ne prevedono l’obbligo);
  • I documenti indicati nel Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 2 novembre 2011;
  • Tabella Millesimale (in caso di condomini).

Il pagamento tramite Bonifico Bancario.

Per fruire del Bonus Ristrutturazione 2019 è necessario che i pagamenti siano effettuati con bonifico bancario o postale (anche on-line), all’interno dei quali devono risultare:

  • causale del versamento, con riferimento alla norma (articolo 16-bis del Dpr 917/1986);
  • codice fiscale del beneficiario della detrazione;
  • codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento.

Ad oggi i riferimenti delle causali degli istituti bancari sono già predisposte. Basterà scegliere una delle opzioni in base al caso specifico.

Le spese che non è possibile pagare con bonifico (per esempio, oneri di urbanizzazione, diritti per concessioni, autorizzazioni e denunce di inizio lavori, ritenute fiscali sugli onorari dei professionisti, imposte di bollo) possono essere assolte con altre modalità.

L’Iva sulle Ristrutturazioni Edilizie.

Vengono concesse inoltre delle agevolazioni anche sull’imposta sul valore aggiunto (Iva).

È prevista infatti, sulle prestazioni di servizi relativi a interventi di manutenzione, ordinaria e straordinaria, realizzati su immobili residenziali,  l’applicazione dell’Iva ridotta al 10%.

Si tratta in particolare delle prestazioni di servizi dipendenti da contratti di appalto o d’opera relativi alla realizzazione degli interventi di:

  • restauro;
  • risanamento conservativo;
  • ristrutturazione.

Oltre all’acquisto di beni, con esclusione di materie prime e semilavorati, forniti per la realizzazione degli stessi interventi di restauro, risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia, individuate dall’articolo 3, lettere c) e d) del DPR n.380 del 2001 (T.U. Edilizia).

L’aliquota Iva del 10% si applica, inoltre, alle forniture dei cosiddetti beni finiti, vale a dire quei beni che, benché incorporati nella costruzione, conservano la propria individualità (porte, infissi esterni, sanitari, caldaie, eccetera).

L’agevolazione spetta sia quando l’acquisto è fatto direttamente dal committente dei lavori sia quando ad acquistare i beni è la ditta o il prestatore d’opera che li esegue.

Tuttavia non è possibile applicare l’Iva agevolata al 10% a:

  • materiali o ai beni forniti da un soggetto diverso da quello che esegue i lavori;
  • materiali o ai beni acquistati direttamente dal committente;
  • prestazioni professionali, anche se effettuate nell’ambito degli interventi finalizzati al recupero edilizio;
  • prestazioni di servizi resi in esecuzione di subappalti alla ditta esecutrice dei lavori. In tal caso, la ditta subappaltatrice deve fatturare con l’aliquota Iva ordinaria del 22% alla ditta principale che, successivamente, fatturerà la prestazione al committente con l’Iva al 10%, se ricorrono i presupposti per farlo.

Questa è solo una rapida introduzione in merito al bonus ristrutturazioni e a quelle che sono le agevolazioni previste per il 2019.

Per chiarimenti relativi a tutte le altre agevolazioni (Ecobonus, Bonus Mobili, Bonus Verde), contattateci.

Risparmiare è possibile!

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